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L’ANZIANO

per il trattamento delle ipercheratosi (callosità) delle deformità delle unghie e l’accurata sorveglianza dello stato di salute del piede, alterazioni del cammino.

 

Il piede è una struttura molto complessa e, dopo il cuore, non esiste altro apparato che svolga un lavoro cosi’ complesso e faticoso.

E’ quindi chiaro perche’ nell’anziano il piede risente di tutte le alterazioni che avvengono durante l’invecchiamento.

L’invecchiamento dell’organismo peraltro è difficile da valutare e non sempre l’età anagrafica coincide con quella biologica; quest’utima è influenzata da fattori individuali assai diversi.

Per le strutture ossee dello scheletro ed in particolare per il piede entra in causa un ulteriore fattore d’invecchiamento ovvero “l’usura” che va intesa come una diminuzione irreversibile della funzione dei singoli componenti.

L’usura è condizionata dall’età, dal peso e dalla corretta posizione di lavoro delle diverse componenti del piede. Anche le attività sportive spinte all’eccesso o l’aver trascurato piccoli problemi in età giovanile portano a gravi lesioni del piede dell’anziano.

Qui di seguito possiamo elencare tutti i fattori che influenzano il “rallentamento” del passo e accanto i guai che ne possono derivare, che cosa sono le possibili soluzioni.

Lo scheletro: le alterazioni del metabolismo (processo di trasformazione degli elementi in sostanze utili all’organismo) in particolare quello legato agli ormoni sessuali ed al calcio (principale sostanza delle ossa) portano ad un aumento della fragilità dell’impalcatura ossea del piede, spesso dolorosa, facilmente esposta a fratture per eventi traumatici banali o spontanee.

Le cartilagini: si consumano e non vengono rimpiazzate da nuovo tessuto ma vengono sostituite da tessuto “osteo-fibroso” con caratteristiche meccaniche di pessima qualità.

I legamenti: si irrigidiscono, spesso diventano calcificati, in alcuni casi si usurano fino alla rottura, a scapito della stabilità delle ossa del piede.

Il sistema muscolare perde in capacità di contrazione, l’alterato metabolismo del calcio favorisce l’insorgenza di fastidiosi crampi. La ridotta forza muscolare crea un appiattimento della volta plantare e diventa causa di disturbi sull’appoggio.

Le articolazioni perdono la libertà di movimento, sia per l’irrigidimento dei legamenti, sia per l’usura delle cartilagini.

Sul piano clinico comparare il dolore, la limitazione dei movimenti e lo stato infiammatorio.

I vasi sanguigni vengono compromessi nella loro funzione fondamentale: le arterie si riducono di calibro limitando l’apporto di sangue. Le vene non riportano con elasticità il sangue verso la gamba. Il piede è mal nutrito, edematoso con alterazioni superficiali e profonde, talvolta anche gravi.

I nervi subiscono duramente la vecchiaia un danno legato a modifiche del matabolismo delle cellule nervose. La conseguenza piu’ comune è la perdita di sensibilità che interferisce con il meccanismo dell’appoggio e dell’andatura.

Anche l’invecchiamenteo del nostro cervello gioca un ruolo importante nella funzione del piede. Il meccanismo della deambulazione si trova nell’encefalo e durante la vecchiaia subisce le stesse lesioni del resto del cervello.

Inoltre l’atteggiamento curvo in avanti, tipico delle persone anziane, sposta la posizione di equilibrio e obbliga ad un diverso appoggio del piede determinando un andatura anomala.

Nell’anziano quindi il piede invecchia perche0 invecchiano i singoli componenti che dovrebbero condizionare l’armonia dell’appoggio e della stabile ed indolore.

Per far fronte quindi a queste problematiche i consigli sono:

–       Un buon plantare dovrebbe esser usato per problemi di appoggio presenti anche in un piede sano, un plantare ridurrà i fenomeni di “usura”, mai pre-confezionato ma sempre su misura

–       Il movimento è indispensabile per il mantenimento dello stato di benessere del piede. Passeggiare con calzature adeguate e piede ben protetto durante l’inverno gioverà all’anziano che vede nel movimento la sua capacità di esser autonomo.

Anche la ginnastica passiva delle dita e della caviglia per qualche minuto al giorno aiuterà a mantenere il piede in buona forma e a scoprire eventuali affezioni.

Ricordiamo che una diagnosi precoce può facilitare il recupero della funzionalità

(tratto dal “Corrirere della sera – 1994)